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Domenico
Travaglia nasce a Sant'Elena (Padova) nel 1950. Inizia a dipingere
in giovane età come autodidatta. Già dal '70 comincia
ad esporre le sue opere partecipando a mostre collettive e personali.
La sua pittura risente all'inizio del fascino di artisti del calibro di
Vedova e Scanavino.
(Maria Luisa Trevisan)
A
volere leggere oggi Domenico Travaglia attraverso la sua recente
produzione, non si può che rimanere stupiti dell'ondata di creatività che
sembra averlo pervaso. Un'urgenza interiore lo ha spinto verso nuove
forme, nuove tecniche pittoriche, nuovi soggetti, fino a sconfinare nella
scultura.
E' diventato l'aerografo il padrone dell'attuale pittura di Travaglia, uno strumento
tecnicamente impegnativo che non ammette errori o incertezze.
Ma la vera sorpresa del nuovo Travaglia è la scultura affrontata con
candida pietra di Nanto, ruvida trachite o marmo.
Questo è il Travaglia autentico: un artista sempre in discussione con
se stesso e con quel fascino vagamente bohémien che troppi hanno, ormai,
L'arte di Domenico Travaglia può apparire a prima vista naif, debitrice
di modelli sedimentati ma anche originale in quel tenero approccio alla multiforme
realtà degli spazi dettati dallo sbocciare faticoso della natura e dalle
perigliose opere dell'uomo. Le sue figurazioni deformate e deformanti abbandonano
perciò la fisica saldezza per scandagliare l'impalpabile anima delle
creature, siano esse animali, piante o inespressivi frammenti litici cui occorre
dare parlante
energia.
(Roberto Valandro) |